L’edificio della Scuola:
genesi e architettura

L'Edificio

La scelta del progetto

Il progetto dell’edificio venne approvato nel 1627, preferendo la proposta presentata da Francesco Caustello, proto dei Procuratori di San Marco de Citra. Il suo disegno, pur corrispondendo nell’impianto generale a quello dell’edificio attuale, non coincideva ancora pienamente con il suo aspetto odierno, dal momento che all’angolo tra campo Santa Margherita e campo dei Carmini sorgeva la farmacia “Alle Tre Frecce”. L’edificio era affiancato su due lati dalla Scuola, che dunque presentava una pianta a “L” rovesciata. La costruzione della nuova sede si protrasse per circa cinquant’anni, ostacolata da molteplici difficoltà, tra cui lunghe controversie legali con gli eredi Guoro. L’impedimento maggiore fu l’epidemia di peste del 1630, che causò una sospensione dei lavori. Riprese soltanto alla fine di quell’anno, portando l’edificio ad assumere l’attuale planimetria rettangolare, conforme alla struttura tipica delle Scuole veneziane. L’inaugurazione avvenne nell’ottobre del 1638: le parti terminate erano la Cappella, la Sala Capitolare e l’Archivio. Nel 1668 la Scuola riuscì infine ad acquistare l’edificio della farmacia. I lavori di completamento, finanziati anche grazie a un generoso lascito testamentario del nobiluomo Barbaro Badoer, iniziarono l’anno successivo, sotto la direzione del settantenne Baldassare Longhena. L’opera fu definitivamente conclusa nel 1670.

Il prospetto monumentale

La facciata principale si affaccia sul margine sud-occidentale di campo Santa Margherita: collocata in forte scorcio prospettico e compressa nel limitato spazio antistante, si sviluppa su due livelli. La partizione architettonica, concepita per creare un insieme simmetrico, non rispecchia in modo puntuale l’articolazione interna degli ambienti: le tre aperture dei due piani sul lato destro corrispondono alla Cappella e alla Sala Capitolare, completate nel 1638, mentre le due aperture sul lato sinistro appartengono alla seconda fase costruttiva, avviata dopo l’acquisizione dell’edificio della farmacia.

Al piano terra, sopraelevato di tre gradini, si aprono due portali monumentali, decorati alla sommità dell’arco da mascheroni angelici e sormontati da timpani spezzati che racchiudono nicchie oggi vuote. Tra i due ingressi si dispongono tre finestre ad arco, ornate in modo analogo con mascheroni femminili e sormontate da timpani triangolari. Il piano superiore riprende la medesima organizzazione compositiva, con una disposizione simmetrica delle aperture.

La facciata laterale

La facciata laterale, parallela alla navata sinistra della chiesa e visibile dal campo dei Carmini, risulta leggermente più bassa rispetto a quella principale e si articola su tre livelli, rispecchiando con maggiore fedeltà la suddivisione interna dell’edificio. Al piano terra, caratterizzato da un paramento a bugnato liscio, si aprono due portali ad arco, ciascuno con mascherone angelico in chiave, affiancati da quattro finestrelle quadrangolari.

Il primo piano è scandito da una serie di otto finestre centinate, interrotte in corrispondenza dei portali da false nicchie con catino a conchiglia e mascherone femminile, mentre al secondo piano si sviluppa una sequenza di dieci finestre centinate, separate da semi pilastri corinzi.