L’elemento principale della decorazione della sala, un tempo destinata alle riunioni del gruppo dirigente della Scuola, è la maestosa tela al centro del soffitto, qui trasferita dalla Sala Capitolare: l’Assunzione della Vergine di Padovanino.
Il dipinto, realizzato tra il 1635 e il 1638, raffigura sulla destra Maria seduta su un trono di nubi, circondata da putti alati e angeli musicanti. Questi ultimi, distribuiti lungo i contorni dell’opera, lasciano libero nella zona centrale un grande ovato di cielo, creando un suggestivo sfondo aperto. Sul lato opposto rispetto alla Vergine, spicca la figura di un vecchio barbuto che tiene in mano un ramoscello d’ulivo: è il profeta Elia, legato all’Ordine carmelitano.
Sempre sul soffitto, rimasto incompiuto nella doratura, otto spazi ovali disposti intorno al dipinto centrale accolgono le tele realizzate da Giustino Menescardi sulla base del progetto tematico ideato da Gaetano Zompini. Al centro dei quattro lati sono rappresentati gli Evangelisti, accompagnati dai loro simboli tradizionali, mentre agli angoli sono raffigurati i grandi Profeti, che si ricollegano alla genealogia (David) e ai privilegi teologici della Vergine: Isaia, Geremia ed Ezechiele.
I dipinti alle pareti rappresentano per lo più episodi tratti dai Vangeli o da testi apocrifi. Tra questi spiccano L’Adorazione dei pastori di Ambrogio Bon, realizzata nel 1697 e collocata sopra i dossali sulla parete verso la Sala dell’Archivio, e due tele che ricoprono l’intera parete verso la Sala Capitolare realizzate da Antonio Balestra nel 1703. Alla sinistra del portale, Il sogno di Giuseppe mostra in primo piano il santo addormentato che riceve la visita dell’angelo, il quale gli comunica che il figlio che Maria porta in grembo è il Messia, mentre sullo sfondo, in penombra, si intravede la Vergine che culla Gesù. Sulla destra del portale, Il riposo durante la fuga in Egitto coglie la Sacra Famiglia riunita sulla sinistra della composizione e accompagnata da uno stuolo d’angeli.
Nella sala è esposto anche il grande stendardo della Scuola, mentre le quattro vetrine accolgono oggetti sacri e profani legati alla vita della confraternita.