Scalone

Pur contenuto nelle dimensioni, lo Scalone è caratterizzato da una straordinaria grandiosità decorativa e si articola in due rampe parallele che dal lungo pianerottolo si riuniscono in una sola, che conduce alla Sala Capitolare.

Venne completamente ristrutturato e reso più monumentale rispetto alla configurazione originaria dopo che la Scuola acquisì l’edificio della farmacia. In quell’occasione fu aggiunta una terza rampa alle due iniziali e il pianerottolo fu esteso lungo tutta la facciata prospiciente la chiesa dei Carmini. L’ampliamento trasformò il pianerottolo in un accesso diretto alle stanze del Tesoro e dei Paramenti Sacri (attuale ufficio), situate alle estremità e ricavate sulla mezza altezza del pianoterra. Il progetto della ristrutturazione è oggi assegnato a Baldassare Longhena, mentre l’esecuzione è ritenuta opera del suo allievo, Antonio Gaspari.

Le volte a botte delle rampe, come pure gli specchi a curva ribassata dei soffitti degli anditi a pianoterra e del pianerottolo, sono interamente decorati con stucchi bianchi e dorati, realizzati da Alvise Bossi tra il 1728 e il 1729. Le cornici a rilievo, popolate da putti, maschere femminili e mostruose, sirene, aquile e motivi vegetali, racchiudono cornici dorate e ovali in origine decorati con piccoli affreschi. L’intero apparato pittorico, comprendente nove ovali e le “macchiette” negli spazi tra gli stucchi bianchi e oro, fu realizzato da Sante Piatti. All’interno degli ovali oggi sopravvivono solo le figure delle Virtù teologali – Fede, Speranza e Carità – disposte lungo la volta a botte della seconda rampa di scale.