Il governo della Scuola

La Mariegola

Tutti gli iscritti nelle Scuole, confratelli e consorelle, si vincolavano al sistema con precisi doveri di partecipazione, ma al tempo stesso in quelle istituzioni ognuno trovava la propria inequivocabile cittadella della speranza, del conforto, qualche volta del coraggio, spesso della protezione nelle traversie della vita, che potevano colpire ogni uomo qualunque fosse la sua condizione sociale. Ogni Scuola aveva dunque un suo specifico ordinamento, scritto ed approvato, a cui era d'obbligo attenersi. La premessa si fondava su di un complesso di finalità istituzionali da cui derivavano precetti di inquadramento, regole di comportamento e modalità di esecuzione. Questo ordinamento statutario, in origine, fu denominato "Capitolare", come il Capitolo era la sua massima espressione "politica" assembleare; più tardi, con un termine che poi sarebbe rimasto definitivo, si disse "Mariegola", derivandolo dal latino matricula.
Le più antiche Scuole veneziane, caratterizzate soprattutto da sentimenti devozionali, si intitolavano “dei Battuti” avendo come metodo di perdono dei propri peccati la fustigazione, cioè la mortificazione dolorosa del proprio corpo. La prima e la più antica confraternita sembra essere stata la Scuola della Carità, la cui fondazione porta la data del 1260 e precede di qualche mese soltanto l’istituzione delle altre Scuole dei Battuti, che finirono per adottare statuti fra loro molti simili.
Il testo di ogni Mariegola, più ampio e articolato quello delle Scuole Grandi rispetto a quelle Minori, era suddiviso in capitoli, ognuno dei quali stabiliva in successione le regole istituzionali nei suoi più diversi aspetti, religioso, morale, comportamentale, politico, economico ed anche burocratico amministrativo. Soprattutto le finalità partecipative, che costituivano la ragione dell'esistenza stessa di queste istituzioni, nel duplice aspetto religioso e assistenziale, erano messe particolarmente in evidenza nella speranza che avessero la loro realizzazione e un preciso riscontro nella realtà della vita quotidiana di tutti i confratelli "...con l'aiuto di Dio e della Madonna". Doveri e diritti a carico di tutti i confratelli iscritti al sodalizio erano inizialmente sottolineati come la base di ogni sviluppo ed estensione futuri: due elaborati elenchi di esortazioni a non compiere azioni malvage e di sollecitazioni a seguire regole cristiane di vita quotidiana. Tutti i divieti a compiere cattive azioni sono espressi in termini di insistita raccomandazione, quale esempio morale della singola persona e soprattutto della stessa istituzione, che si qualificava nella società con questi esemplari e corretti comportamenti e con meriti ancora più specifici della pietà e dell'assistenza esercitata quotidianamente a favore di quella parte dell’umanità derelitta e sofferente.
Ancora più precisa e impegnativa era l'enunciazione di ciò che si doveva fare per controbilanciare in qualche maniera i peccati propri e quelli degli altri, che venivano commessi inevitabilmente ogni giorno. In primo luogo era opportuno operare nella società con la parola e soprattutto con l'esempio personale, affinché si infittisse la schiera delle persone oneste e osservanti dei precetti cristiani; trovare nella preghiera e nella buona coscienza motivi di serenità e di forza d’animo anche nei momenti di maggiore difficoltà; dedicarsi alle opere di misericordia e di carità.
In definitiva si richiedeva in maniera specifica e particolare a chi apparteneva alla Scuola un totale rispetto delle regole religiose, ma anche di quelle della società civile, cioè di essere o di diventare un cittadino modello e partecipativo. Solo così ogni confratello, cittadino veneziano, con maggiore o minore fortuna, avrebbe trovato la sua ricompensa nella remissione dei peccati in cielo dopo la morte, ma anche nella gratificazione in terra per la dignità raggiunta di una esistenza condotta nell'umano rispetto e nella spirituale tranquillità.

Lo Statuto attuale

L’attuale Statuto è stato deliberato dal Capitolo Generale in data 24 novembre 2007, approvato dal Patriarca di Venezia in data 1 marzo 2008 e iscritto nel Registro delle Persone Giuridiche presso l’UTG-Prefettura di Venezia in data 1 febbraio 2010.

Gli organi della Scuola

Gli organi del governo dell'Arciconfraternita sono:
- Il Convocato o Capitolo Generale: costituito da tutti i Confratelli Capitolari
- La Cancelleria: composta di 15 membri scelti tra i Confratelli Capitolari
- La Banca: che ha la rappresentanza della Scuola nelle solennità pubbliche
- I Revisori dei conti: 2 effettivi e 1 supplente scelti tra persone esperte in materia contabile

Cancelleria

Banca

GUARDIAN GRANDE - CAMPIUTTI Franco
VICARIO - BENVENUTI Marco Ludovico
GUARDIAN DA MATIN - CORTIANA Franco
CANCELLIERE - MATTERAZZO Maurizio
PRIMO DECANO - SCARPA Roberto
SECONDO DECANO - ZAMMATTIO Davide

Aggiunta o “Zonta”

TERZO DECANO - PATRESE Cristiano
QUARTO DECANO - GALLO Andrea
PRIMO SINDACO - GIUBILATO Luca
SECONDO SINDACO - NIERO Gabriella
PRIMO AGGIUNTO - PAVAN Anna Chiara
SECONDO AGGIUNTO - BETTONI Luigi
TERZO AGGIUNTO - ADDOLORI Alberto
QUARTO AGGIUNTO - FRANCO Andrea
QUINTO AGGIUNTO - MARINELLO Flavio

Revisori dei conti

Effettivi

FUGA Alessio
ZANE Emanuele

Supplente

ALBAREA Maurizio

Proto

ZORDAN Marco

Vicario Onorario

VIANELLO Mario