Giustino Menescardi

Nato, secondo i repertori, intorno al 1720 e definito milanese da P. Gradenigo nel 1766, il M. è documentato per la prima volta, in qualità di disegnatore, nelle tavole incise da G. Filosi per La secchia rapita di A. Tassoni, pubblicata a Venezia da G. Bettinelli nel 1739 e nuovamente nel 1747. Osservando queste immagini propose per il M. una formazione d’ambito emiliano, nell’area di G.M. Crespi, in luogo di quella tradizionale che lo vedeva formatosi sulla scia di G.B. Tiepolo. Di fatto è possibile che il giovanissimo M. abbia fatto parte della schiera di aiutanti che vennero impegnati da Tiepolo a Milano. Il 10 marzo 1748 il M. è citato, insieme con G. Zompini, B. Ustenghi, F. Capella, G. Guarana e S. Piatti, nella cancelleria della Scuola dei Carmini di Venezia per la presentazione dei progetti di decorazione della sala ora detta dell’Archivio. Dal 1751 fino al 1776 il M. risulta iscritto alla fraglia dei pittori di Venezia. Non si conosce la data della morte avvenuta presumibilmente a Venezia.
Per la Scuola dei Carmini ha realizzato delle tele nella Sala dell'Archivio.